Valutazione della situazione attuale - 4° trimestre 2022

La nostra valutazione a breve termine degli sviluppi sui mercati finanziari.

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Sviluppo dei mercati finanziari

Sono estremame rari gli anni in cui sia le obbligazioni che le azioni subiscono contemporaneamente una correzione negativa. Ugualmente rara, nel contesto storico, è l’entità della flessione registrata nel corso di quest’anno.
 
Gli elevati dati sull’inflazione hanno costretto le banche centrali a prendere provvedimenti tramite misure decisive che hanno portato ad un aumento dei tassi di interesse di riferimento. Di conseguenza, i corsi delle obbligazioni sono scesi in modo significativo.
 
I titoli azionari hanno risentito del rallentamento dell'economia e della crescente incertezza sull'andamento degli utili aziendali, dell'aumento dei rischi geopolitici, dell'elevata pressione inflazionistica e delle politiche aggressive delle banche centrali.
 
Correzioni del mercato azionario superiori al 20% sono dolorose e drastiche. In un contesto storico, tuttavia, esse si verificano a intervalli regolari e sono abbastanza «normali». La correzione di quest'anno non è quindi fuori dall'ordinario, soprattutto se si consideranoi recenti anni positivi vissuti dal settore azionario. Gli elevati rendimenti offerti dagli investimenti azionari a lungo termine possono essere raggiunti solo con la capacità di accettare e sopportare tali flessioni. Questo è quanto ci richiede il presente, in quanto per gli investimenti azionari seguiranno tempi migliori.

Outlook

Attualmente, i mercati azionari stanno prezzando la possibilità di uno scivolamento dell'economia verso una recessione ed il sentimento molto negativo degli investitori indica che queste aspettative negative sono già state prezzate. Il punto più basso del ciclo economico sarà raggiunto nella primavera del 2023. Poiché i mercati azionari lo prevedono con un anticipo di circa sei mesi, la fiducia si rafforzerà già nel corso del quarto trimestre del 2022. Nonostante una riduzione dei valori, il tema dell’inflazione rimarrà tra noi nel breve termine assestandosi al di sopra del 2% auspicato dalle banche centrali. Rimarrà una certa pressione sui tassi di interesse, anche se è probabile che le banche centrali gli aumentino meno di quanto previsto. Anche questi sono aspetti favorevoli ad una ripresa dei mercati azionari.

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