La valutazione di Colin&Cie sull'attuale situazione di mercato
A sei mesi dall’inizio del conflitto in Iran, di fronte a una nuova fase di escalation nella guerra in Ucraino e dal proseguimento della politica doganale statunitense, i mercati finanziari non solo continuano a dimostrare una notevole resilienza, ma hanno anche sviluppato una chiara dinamica rialzista. Cosa sta guidando questo andamento e quali fattori influenzeranno l’andamento dei mercati nei prossimi mesi? L’analisi di Colin&Cie fornisce le risposte.

Valutazione della situazioneL’attuale andamento dei mercati finanziari è sostenuto soprattutto dalla ripresa della congiuntura economica negli Stati Uniti e in alcune parti d'Europa. A tale andamento contribuiscono i tassi di disoccupazione ai minimi storici – 4,1% negli Stati Uniti e 6,3% nell'Eurozona – nonché le misure di sostegno pubblico ancora in atto.
I prezzi del greggio si sono rivelati meno problematici di quanto inizialmente temuto. Nonostante le significative oscillazioni dei prezzi dovute alla situazione instabile in Iran, finora non si è registrato alcun impatto negativo tangibile sull’economia globale. Sebbene i prezzi del petrolio reagiscano sensibilmente ai segnali geopolitici, la combinazione di un’offerta sufficiente, lo sblocco delle riserve strategiche e gli aumenti coordinati della produzione da parte dei grandi produttori di petrolio al di fuori della regione direttamente coinvolta nella crisi ha contribuito a contenere le pressioni sui prezzi.
I prezzi dei contratti futures (asterischi rossi nel grafico sottostante) indicano una tendenza al ribasso del prezzo del petrolio Brent nei prossimi sei-diciotto mesi. Allo stesso tempo incorporano l’aspettativa di un’attenuazione del conflitto tra Iran e Stati Uniti e/o di una progressiva riduzione della dipendenza dal petrolio proveniente dal Medio Oriente.
Grafico: Andamento del prezzo del petrolio Brent (Dati: LSEG Datastream)
Alla luce dell’andamento moderato dei prezzi del greggio, le aspettative di inflazione desunte dal mercato dei tassi indicano un ulteriore rallentamento dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% fissato dalle banche centrali. Nonostante questo andamento favorevole, i mercati continuano a non prezzare riduzioni dei tassi, mentre le aspettative sulle prossime mosse delle banche centrali divergono. Alla luce della situazione economica, un intervento sui tassi d’interesse potrebbe essere giustificato. Non si prevede una mossa simile da parte della Banca nazionale svizzera (BNS), mentre per la Federal Reserve (Fed) essa appare più probabile verso la fine dell’anno. L’andamento implicito dei tassi nell’area dell’euro segnala già per settembre 2026, dopo l’aumento dei tassi di giugno 2026, un ulteriore inasprimento. La Banca centrale europea (BCE) reagisce così all’inflazione di fondo persistente e alla solida situazione economica, caratterizzata da mercati del lavoro che continuano a mostrarsi robusti.

Grafico: Andamento implicito dei tassi d'interesse nell'Eurozona (Dati: LSEG Datastream)
Mercati obbligazionariL’aumento dei tassi d’interesse lungo l’intera curva dei rendimenti ha penalizzato i prezzi delle obbligazioni in euro già in circolazione. In questo contesto, Colin&Cie privilegia attualmente sulle obbligazioni con scadenze medie. Queste offrono un rendimento interessante, mantenendo al contempo un rischio di variazione dei tassi inferiore rispetto alle obbligazioni a lungo termine. Allo stesso tempo, consentono rendimenti più elevati rispetto alle scadenze brevi, creando così un equilibrio tra rendimento e rischio.
Mercati azionariLa solida congiuntura economica globale ha sostenuto una forte crescita degli utili societari nelle principali aree economiche, come confermano i risultati del secondo trimestre del 2026. In questo contesto, i mercati azionari negli Stati Uniti, in Europa e nei paesi emergenti hanno registrato un significativo rialzo. Diversi indici di riferimento hanno raggiunto nuovi massimi: l’S&P 500, che comprende le 500 maggiori società statunitensi, lo Stoxx Europe 600, con 600 società provenienti da 17 paesi europei, l’SMI svizzero e il DAX tedesco.
Grafico: Andamento dell’indice azionario S&P 500 (Dati: LSEG Datastream)
Prospettive
Lo slancio e la situazione tecnica dei mercati azionari – ovvero la dinamica attuale e i trend tecnici – rimangono sostanzialmente intatti sostenuti dalla stabile situazione economica. Tuttavia, per quanto riguarda gli indici di riferimento, lo scostamento dalle medie di lungo periodo si è ampliato a causa dell’andamento dinamico registrato nel 2026, con un conseguente aumento dei rischi e dell’entità potenziale delle perdite.
A nostro avviso, attualmente sussistono i presupposti per un andamento stabile delle obbligazioni, in linea con il rendimento a scadenza, che ora risulta più attraente. Dopo l’aumento dei tassi d’interesse lungo l’intera curva dei rendimenti, il livello dei tassi a medio-lungo termine dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile, mentre nella parte a breve termine sono possibili ulteriori rialzi, in particolare a seguito dell’orientamento della BCE.
I rischi di natura economica – tra cui gli oneri normativi, gli adeguamenti fiscali o le pressioni inflazionistiche – si sono recentemente attenuati. Le tensioni geopolitiche, invece, in particolare quelle legate ai focolai di crisi persistenti, rimangono elevate e continuano a rappresentare una fonte significativa di incertezza.
Si mantiene quindi un contesto di mercato equilibrato, ma che richiede un'attenta osservazione.
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